I nostri studenti: due storie

di Giorgia Monti | 24 febbraio 2022

Il supporto allo studio è un servizio dagli obiettivi così ampi da essere indefiniti e generici: per questo abbiamo deciso di raccontarvi alcune storie. Sono racconti comuni, davvero poco straordinari, in cui emerge una normalità fatta di piccole sfumature, quelle sulle quali amiamo lavorare.

Stefano, uno studente in cerca di autonomia 

Stefano, 12 anni, ha una certificazione di DSA ed è arrivato a LUDA dopo la frequenza in un altro centro per lo studio, su consiglio della sua insegnante. È iscritto a LUDA quotidianamente, frequenta il gruppo e ha anche un appuntamento individuale ogni settimana. 

Stefano viene iscritto perchè la famiglia lamenta una certa fatica nella gestione dei compiti: S. non riesce a svolgerli da solo e diventa una notevole fatica per tutti, compreso il fratello maggiore. 

I primi tempi a LUDA sono molto faticosi: pochi risultati, frustrazione. 

Sarà il tempo a dare a S. gli strumenti per sentirsi saldo e sicuro nel sapersi organizzare durante la settimana, creando un magico incastro per cui oggi riesce ad avere uno sguardo nel medio periodo, imparando a preparare una verifica per tempo e suddividendo il lavoro. 

Nel frattempo abbiamo iniziato con lui il lavoro di imparare a fare uno schema, che lui prova a fare con grande curiosità, e discreti risultati. 

Oggi Stefano va a scuola tranquillo, affronta le verifiche con un po’ di preoccupazione, ma riesce a gestire anche un 5, quando arriva, preparandosi per il recupero. 

Ha una famiglia splendida che lo supporta e un luogo in cui trovare amici con cui condividere le fatiche e i successi. 

Viola, una studente senza parole 

Viola, 10 anni, è considerata BES da quando le maestre, alla scola primaria hanno individuato alcune fragilità che però non hanno trovato riscontro in una certificazione di DSA. È borderline: non ha un DSA, ma ha un po’ di difficoltà, non tanto nella comprensione o nelle procedure, quanto nelle verifiche e nelle interrogazioni. 

Quando è arrivata a LUDA, due anni fa, non eseguiva i compiti in autonomia e soprattutto non riusciva a studiare. Leggeva il testo, anche bene, ma non riusciva ad organizzare un discorso coerente, anche minimo. Non spiccicava parola nelle interrogazioni. Ciò che le dava (e dà) più soddisfazione, però, è riuscire da sola ad ottenere buoni risultati, e da qui siamo partiti. 

Viola conosceva (e conosce) davvero poche parole, che non le consentivano di creare un discorso, anche minimo: aveva dentro di sé un’idea, ma non riusciva a organizzarla e a comunicarla fuori di sé. 

È stato con un lento lavoro con le mappe, la schematizzazione, i riassunti e semplicemente il parlare con lei, di qualsiasi argomento, a darle quell’appiglio per iniziare a “raccontare” la lezione studiata. 

Oggi Viola affronta le interrogazioni con una discreta tranquillità, anche se è sempre molto preoccupata del voto, che aspetta come una conferma. 

Ha trovato un team di insegnanti pronti a capirla e a stimolarla, senza mai cadere in quella piccola vena di vittimismo che ogni tanto mette in campo, così come una famiglia che la supporta in molti passaggi. Ha davanti a sé molte possibilità di soddisfazione e di coltivare i propri talenti, che con il tempo si sono resi visibili sempre più.

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