Generatività e credere ancora

di Patrizia Omati | 3 Marzo 2022

Lo ammetto: il tema di questo mese si accompagna ad una parola poco usata: la generatività.
Una parola, peraltro, che per il suo significato che allude alla possibilità di creare, di dar vita a qualcosa che ancora non c’è, a sostegno di un messaggio di speranza, può sembrare fuori luogo e in contrasto con le logiche a cui stiamo assistendo.
Ed è proprio per questo che, proprio ora, va nominata con forza, perché è quando nemmeno si usano più alcune parole che, lentamente, si spegne il desiderio che portano con sè.
Proviamo a pensare, anche nel nostro vocabolario personale: quali parole sono andate perse? È stata una scelta o solo ci siamo trovati più poveri di termini? E questo vuoto, quale altra mancanza porta con sé?
Le rivoluzioni fuori e dentro di noi possono cominciare da qualcosa di molto piccolo, ed anzi, credo davvero che solo i piccoli gesti tenuti nel tempo possano inaugurare il nuovo.
Quindi, noi condivideremo per il prossimo mese tutto ciò che ci sembra possa dar luce alle generatività e con essa alla voglia di guardare al futuro.
Ad ognuno di voi cercare la parola che vorrebbe ancora ritrovare nel proprio alfabeto e nella propria vita: da consegnare al altri, da custodire in sé come augurio per una per una rinnovata generatività.
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Nell’immagine di copertina: H. Russel, Sessanta cose impossibili prima di pranzo, Corraini Edizioni, Mantova, 2011

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