Cos’è per te l’apprendimento?

Intervista | 14 aprile 2022

Abbiamo chiesto ai nostri studenti di condividere con noi alcuni aspetti del processo di apprendimento: ecco le loro risposte.
S.: ha 13 anni, potrebbe apparire pigro e disinteressato, è invece profondo, empatico e rispettoso, di quel rispetto che ha a che fare con l’anima più che con l’essere educati.
G.: ha 13 anni, precisa, esigente, attenta, ambiziosa, ama curare i dettagli e accetta sempre le sfide che la vita le pone davanti.
A.: ha 12 anni, allegra, veloce, affettuosa e con un talento nella relazione con gli altri. È naturalmente generosa e ama gli sport e il disegno.
L.: ha 16 anni, è simpatico (quella συν + πάσχω del “condividere i sentire”), delicato, attento, ama il basket e, anche se con questo è in una “relazione complicata”, trova ancora il piacere di giocare.

Cosa significa per te “imparare”?

S.: Sono convinto che non si impari solo a scuola… ad esempio ieri ho imparato che non devono più chiedere aiuto a mio fratello.
G.: Per me significare “imparare” qualcosa di nuovo: a scuola imparo ogni giorno. Se penso ad una volta in cui ho imparato al di fuori… in prima ho imparato che non devo dire i miei segreti a nessuno.
A.: Ascoltare, seguire le lezioni, ascoltare i prof. Saper fare o dire qualcosa di nuovo.
L.: Sapere qualcosa di nuovo, da argomenti scolastici, allo sport a altri ambiti.

Quante ore dedichi (al giorno, al mese, alla settimana) ad imparare qualcosa di nuovo?

S.: Zero! Non mi interessa. Potrei anche dire “Quindici!”, però, se penso a quanto impegno metto ogni giorno nell’imparare a giocare alla Play.
G.: Un’ora e mezza al LUDA e poi quando torno a casa riprendo fino alle sei e mezza. Al LUDA faccio principalmente i compiti scritti e a casa studio.
A.: Beh, tante ore le dedico a scuola, almeno in cinque su sei imparo cose nuove. Poi faccio i compiti, ma non imparo nulla di nuovo.
L.: Dipende dalle situazioni in cui mi trovo, 6 ore alla settimana, penso.

Come ti senti quando hai studiato e devi fare una verifica?

S.: Mi sento sempre sicuro… “Prenderò otto!”, e poi prendo sei. In generale parto abbastanza sicuro.
G.: Mi sento preoccupata: ad esempio oggi durante le Invalsi sentivo il cuore battere a cento all’ora.
A.: Male… sono sempre preoccupata!
L.: Tranquillo ma con ansia da prestazione.

Come ti senti quando non hai studiato e hai una verifica?

S.: Mi capita molto spesso: ansioso, spero che ci siano argomenti che ha spiegato a voce e che quindi mi ricordo.
G.: Non mi è ancora successo😅
A.: Malissimo! Ho sempre paura di prendere un brutto voto!
L.: Rassegnato!

In che modo preferisci studiare?

S.: Studio da riassunti e schemi perchè è più concentrato e disperdo meno le energie. Me lo ricordo con più facilità, mentre sul libro faccio molta fatica a concentrarmi a leggere i testi.
G.: Creo delle mie mappe, oppure mi piace registrarmi e ascoltarmi tante volte…
A.: Prima cerco di ascoltare in classe, poi mi piace prendere appunti e farmi degli schemi colorati.
L.: Ascolto in classe, prendo appunti, faccio degli schemi. Faccio mappe concettuali con due colori e in cui riassumo i concetti principali. Poi quando riesco ripeto ad alta voce anche registrandomi.

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